Annuncio Pubblicitario
 
   
 
     
 
 

MENU'

HOME
SPORT
MULTIMEDIA
LEGGI PREALPI SPORT pdf
PREALPI YACHT MOTONAUTICA
CERCA
STEFANO PAOLETTI PROTAGONISTA IN FORMULA 1000 INT. PDF Stampa E-mail


25 anni, Stefano Paoletti è di Miane e svolge la sua attività lavorativa a Pieve di Soligo. Ha scelto l’affascinante disciplina agonistica della motonautica, ma per allenarsi deve andare molto lontano.

Sì, da Miane, per allenarmi ne devo fare di strada. Com’è noto c’è una legge regionale del 1980 che vieta la navigazione a motore nei laghi interni veneti, altrimenti potrei comodamente andare a Revine!

25 anni, Stefano Paoletti è di Miane e svolge la sua attività lavorativa a Pieve di Soligo. Ha scelto l’affascinante disciplina agonistica della motonautica, ma per allenarsi deve andare molto lontano.

Sì, da Miane, per allenarmi ne devo fare di strada. Com’è noto c’è una legge regionale del 1980 che vieta la navigazione a motore nei laghi interni veneti, altrimenti potrei comodamente andare a Revine! Sono costretto a recarmi a Chignolo, sul fiume Po, oppure in un campo gara situato a Borgoforte, sempre sul Po, non molto distante da Mantova. Speriamo di avere l’autorizzazione a fare i test nel lago di Barcis, in provincia di Pordenone. In alternativa si è ventilata la possibilità di provare a Carlino, nella Bassa Friulana, poco prima di Marano Lagunare.

Corri nella Formula 1000 international. Come ti trovi?

Quest’anno sono stato costretto a saltare alcune gare per mancanza di finanziamenti, dato che, essendo il sottoscritto un pilota nuovo, avevo diritto a dei finanziamenti che sono andati però alla GP Racing, scuderia di motonautica bellunese, che quest’anno non mi ha dato alcun supporto economico, pur avendo goduto dei finanziamenti di cui sopra. Per tale motivo sono stato costretto a saltare alcune competizioni. Ho partecipato al Campionato Europeo svoltosi a Barcis, ma purtroppo mi sono capottato nella prima manche. A Sacca di Colorno, sul Po, nella seconda gara del Campionato Europeo, è andata abbastanza bene. Inoltre ho partecipato al Campionato Italiano, ottenendo due terzi posti nel lago di Viverone, in Piemonte. Altre gare le ho saltate ed inoltre alcune competizioni sono state annullate per l’eccessivo innalzamento del livello dell’acqua, ad inizio stagione. Ho chiuso in ottobre con la gara di Cremona. C’è stata persino la partecipazione al Campionato del Mondo, in Ungheria. Nelle prime prove libere ero addirittura secondo, purtroppo in seguito ho subito la rottura di una parte del motore; sono dovuto andare in prestito da un’altra scuderia di un pezzo di ricambio, tra l’altro usato. Il timore di subire ulteriori danni mi ha condizionato ed ho deciso per il ritiro.

Ed ora?

Ho ripreso da poco. Ringrazio moltissimo Francesco Cantando, attualmente – a mio avviso – il pilota più forte in Formula 1 motonautica. Compatibilmente con i momenti liberi, tra un impegno agonistico e l’altro, mi ha dato una grande mano per continuare non tanto nella gestione della barca, ma quanto nell’insegnarmi a pilotare sempre meglio il mio scafo.

Caratteristiche della Formula 1000 International, sempre munita di motori Selva.

Le barche sono quasi tutte in composito, solo un paio sono rimaste in legno, il motore è, per regolamento, Selva. Personalmente ho raggiunto i 141 km/h.

Accennaci anche a quegli scafi, piccoli, che si guidano distesi, a pancia in giù, diversamente dalla Formula 1000 International…

Secondo me gli Osy sono imbarcazioni… che fanno paura. Non c’è una capsula di protezione, non si è legati in barca, quindi se succede qualcosa si vola fuori dalla barca. Oltretutto si guidano distesi a pancia in giù, con una mano si accelera, con l’altra si tiene il volante e per frenare bisogna lasciare l’acceleratore (l’attrito è molto forte in acqua). E’ successo spesso che ci si ribalti in boa, perché questi piccoli scafi non sono catamarani, non girano in modo secco, vanno molto di traverso, hanno quindi un ampio raggio e sovente si rovesciano, il pilota resta in acqua, con tutti gli altri motoscafi che gli sfrecciano vicino!

Rammentiamo ai lettori di Prealpi Sport che in Formula 1000 International primeggiano i due Del Pin, di Marano Lagunare, prima il papà e ora il figlio. Ma, tornando a te, qual è il traguardo successivo a questa categoria?

Il passo successivo è la Formula 2. Si usa la stessa imbarcazione della Formula 1, ma con motore depotenziato. Sono scafi che raggiungono i 180 km/h; si dice che siano più maneggevoli da guidare rispetto ai nostri della Formula 1000 International.

L’Italia è in prima linea nello sport della motonautica. Ci sono aiuti per le vostre categorie?

Personalmente, come detto, sono aiutato dal pilota di Formula 1 Francesco Cantando, ma ho visto che si sta muovendo anche Massimo Ruggero che, sino a qualche gara fa, correva anch’egli in Formula 1. Ora è stata ideata una nuova barca per il Formula 1000, dicono che avrà un prezzo imbattibile, stanno mandando avanti la categoria perché la Formula 1000 è stata ferma per molti anni, nel senso che c’era un solo costruttore che le faceva. Personalmente sono fiducioso, il mio scafo va molto forte, anche se devo dire che mi sto portando appresso qualche “segno” di qualche volo di troppo. Quest’anno è stata una stagione molto difficile economicamente, quindi non volevo far danni al mio mezzo, pertanto non ho mai rischiato troppo proprio per non mettere a repentaglio la mia imbarcazione.

Da Miane come ti è venuta la voglia di darti alla motonautica?

E’ nata grazie all’amicizia con i ragazzi del Bellunese, del lago di Auronzo, comunque della zona del Cadore.

I costi di un’imbarcazione in Formula 1000 International?

Preferisco non parlare della mia barca, posso dire comunque che uno scafo completo solo di impianto elettrico lo vendevano a 22.000 Euro. Il motore Selva, a parte, te lo danno per 7000 Euro.

I consumi?

Le gare sono di 1800 metri. Consumiamo all’incirca un litro di carburante al giro.

 
Pros. >
 
  Design by augs-burg.de & go-vista.de  
     
   
Design by go-vista.de and augs-burg.de